Maschera

Due anni fa, per forza essere accompagnato, vado nella Chiesa e prego davanti al Tabernacolo e prego e dopo pronto per servizio nella Messa.  Arrivo a casa é un pensiero come una freccia: Roma a Upi? Mah, vedo fare a Roma? Una altra settimana: fai a Roma per Upi! Ma chi? la mia mente tutta rotta! Ma che pensieri! Vabbè! Faccio una telefonata. Stè? State bene? - Io si, Ciccio, la mia Upi ha un tumore! - Stè sono due settimane, non lo so perché, e vi  penso, non solo, vorrei? Vieni con mia figlia? Che dici? - Si Ciccio vieni, c'é una casa vuota, accanto, é un amico e lo chiedo, basta una telefonata e mi da la chiave. Di sera a mattina, arrivo a Roma e la vedo Upi: é stecchino. E lo vedo la tua casa piene di sirenghe con bocce, pillole e la voce di Upi é flebile e io cerco per comunicare con poche parole e ancora non ero pronto e parlavano con gli occhi. La mia figlia era inpietrita. Stè fatto un abbraccio. - Dai Ela. Siamo qui, io vado due ore per due visite per gli animali, a dopo. - Io scoltavo e parlavano Upi e mia figlia. Tre giorni insieme  pesanti ed é vero, il mio "stomaco" troppe fitte e coperto con il mio sorriso. Quel momento Upi, pieni di dolori. - Ciccio vedi lì, chiudi questa boccia, e prendi un'altra. - La mia figlia già pronta é fatta. Upi non gridava il suo viso é una maschera. Io in ginocchio: Upi? Upi? Tu sei Gesù! Tu sei Gesù! 

Commenti

  1. La sofferenza: grande mistero.
    Non stanchiamoci mai di pregare per tutti i sofferenti nel corpo, nella mente e nello spirito. Ciao Francesco.
    sinforosa

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  2. Upi, non c'è più, é una santa. Si, prego tanti malati e prego anche le famiglie con la pace e anche i blogger. Buona notte Anna!

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